La Befana vien di notte…


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Buon anno a tutti voi, spero che abbiate festeggiato in grande e che vi stiate godendo questi ultimi giorni incastrati tra una festa e l’altra. Per quanto mi riguarda, non sono neppure sicura di aver smesso di festeggiare da tre giorni fa!

Come avevo detto nella presentazione del blog, nei miei post parlerò di tutto ciò che si può collegare alle lingue, e credo che le tradizioni e il folklore dei vari paesi siano un tema da includere tra quelli da trattare. Tante volte è capitato di parlare con persone straniere delle feste natalizie, e di tirare in ballo la Befana. Immancabilmente, la risposta è stata: “Befana?!” È successo anche pochi giorni fa, e ho deciso di dedicare quest’articolo non solo a questa vecchietta che tanto piace a noi italiani, ma anche alle varie tradizioni dei paesi circostanti per il giorno dell’Epifania.

Ovviamente, iniziamo da casa nostra, spiegando chi sia la Befana e cosa faccia. È una vecchietta che prende il nome proprio dalla festa che si celebra il 6 gennaio. Befana è, infatti, una storpiatura della parola Epifania. Questa anziana signora somiglia a una strega, coi vestiti vecchi e logori, il naso adunco e la scopa volante, ma è buona e non fa magie (oltre a volare sulla scopa). La notte tra il 5 e il 6 gennaio, questa tenera nonnina porta dolci e frutta secca ai bambini buoni, e carbone a quelli cattivi. Così era in origine, prima che il consumismo sfrenato trasformasse anche questa tradizione in una nuova occasione per regali enormi e costosi come quelli natalizi, e così è ancora a casa mia!

In ogni città italiana, poi, c’è una diversa usanza per l’Epifania, e potete trovarle tutte su internet. Qua, io voglio solo citare quella di Cagliari, perché è vicina a me, e perché è una tradizione ammirevole (ovviamente, non avviene solo a Cagliari). Chiunque può offrire dei giocattoli ai vigili urbani che, travestiti, appunto, da Befane, li porteranno ai bambini ricoverati negli ospedali cittadini. È la famosa “Befana dei vigili urbani”. Ricordo che, prima, quando ancora non c’era la rotonda, i regali venivano accumulati a formare un’enorme piramide posta al centro dell’incrocio tra via Dante e via Paoli; qualcuno sa se si faccia sempre lì?

Quando iniziai a studiare francese, tra una preghiera e una poesia (preferirei glissare sull’argomento), studiammo anche alcune tradizioni di questo tipo seguite in Francia. Sembra che i vicini d’oltralpe festeggino mangiando la galette des Rois, così chiamata in onore ai Re Magi. Io sapevo che, in questo dolce, si nascondeva un anello, ma internet parla di una statuina di un re (cosa che mi sembra più sensata), mentre originariamente, ciò che veniva nascosto era semplicemente una fava. In ogni caso, chi trova la sorpresa nella propria fetta viene eletto re o regina della festa, e deve offrire un’altra galette. Così è come mi avevano spiegato la tradizione, ma sarei grata agli amici francesi se volessero correggere eventuali errori o spiegare più approfonditamente qualche particolare.

In Spagna, la tradizione è un po’ diversa. L’Epifania è una festa importante, e i regali più grossi li portano proprio i Re Magi, mentre Babbo Natale porta solo dolci e piccoli doni (ma, anche in questo caso, il consumismo sta cambiando le abitudini). Inoltre, nelle varie città, ci sono le tradizionali sfilate, le Cabalgatas de los Reyes Magos, in cui i carri portano i Magi in giro per le strade a distribuire caramelle a tutti. Ricordo ancora con nostalgia quelle alla ciliegia, buonissime, che lanciarono a Girona! Un’altra usanza spagnola è quella del Roscón de Reyes, un dolce soffice, a forma di ciambellone (un roscón, appunto), decorato con frutta candita, ma di cui, ormai, esistono tantissime varianti, farcite e non. Anche questi dolci, come quelli francesi, sono ispirati a quelli delle feste dell’impero romano.

Non so se siate stati bravi o no, ma non vi porterò carbone; il mio regalo della Befana per voi è, oltre a questo post, la filastrocca dedicata alla dolce vecchietta:

“La Befana vien di notte

Con le scarpe tutte rotte

  Col cappello alla romana

Viva, Viva La Befana!”

Questa è la versione che ho imparato da mia mamma, ma ce ne sono varie, che sostituiscono il cappello con il vestito alla romana, con le toppe alla sottana, ecc. Buona Befana a tutti!

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1 Comment

  1. Pasqua e Pasquetta in Italia e dintorni. | Une belle infidèle!

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