Pasqua e Pasquetta in Italia e dintorni.

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L’idea per questo post mi è venuta da una chiacchierata con Álvaro, ed è la logica continuazione dell’articolo sulle tradizioni natalizie di qualche mese fa. In realtà, stavo cercando di prendermi un po’ di tempo prima di riscrivere qualcosa sul blog, non per mancanza di ispirazione, visto che ho già il materiale pronto per almeno due pubblicazioni. Il problema è che il caso precedente ha realmente provato i miei nervi, come probabilmente si noterà leggendolo, e sentivo proprio il bisogno di una pausa catartica per recuperarmi da ciò che, sembrerà sciocco dirlo, è stato una fatica fisica ancor più che intellettuale.

Se la catarsi si sta facendo attendere, l’ispirazione ha deciso di tornare, e io qua a obbedire, e a parlarvi delle tradizioni pasquali della mia terra, quelle ancestrali e quelle moderne, ma anche di quelle della Spagna, che per tanti anni mi ha visto sul proprio suolo in questo periodo dell’anno. Come sappiamo, la Pasqua è una festa religiosa che dipende dai fenomeni astronomici per la propria determinazione. Per questo motivo, le celebrazioni vedono intrecciarsi usanze cristiane e laiche, con qualche punta di consumismo, a cui ormai non si scappa.

Partiamo dalla Settimana Santa, quella che inizia con la Domenica delle Palme, e vediamo che riti l’accompagnano. La domenica che precede la Pasqua è quella della benedizione delle palme; tutti si recano in chiesa per la messa portando delle palme, grezze o decorate con intrecci e fiori, e dei rametti di olivo, perché il prete li benedica. Al mio paese, in particolare, dopo la messa del fanciullo (mi chiedo se qualcuno la chiami ancora così), si va in processione dalla parrocchia al santuario di Santa Vitalia, e lì, nel piazzale della chiesa, avviene la benedizione, seguita dalla messa solenne.

Il resto dei riti sono quelli tipici religiosi, comuni anche ad altri paesi: il Giovedì Santo il lavaggio dei piedi, il Venerdì Santo la crocefissione, il Sabato Santo la cerimonia della luce e la domenica S’Incontriu, la processione in cui Gesù risorto incontra la Madonna. La cerimonia del Venerdì Santo è spesso chiamata Su Scravamentu, ed è la rivisitazione della crocefissione. In Spagna, le celebrazioni sono simili, solo più in grande stile, e si comincia dal venerdì che precede la Domenica delle Palme. Ogni giorno fino alla Pasqua è dedicato a una confraternita, che organizza la processione, e a ognuna di queste corrispondono un colore e un abito particolari.

Per quanto riguarda le tradizioni pagane, o laiche, una a cui sono particolarmente affezionata è sa maxia de sa fa (la cura delle fave, N.d.T.), così come si chiama a casa mia. È la colazione tipica di Pasqua, e consiste in uova sode, salsiccia secca e coccoi, un pane sardo a pasta dura. Non è una tradizione esclusivamente sarda, il mio nonno toscano la rispettava, e così fanno anche tanti altri amici di varie parti della penisola, magari con diversi tipi di pane. Un’altra usanza, sempre legata al pane, è l’uovo di Pasqua dei nostri antenati: s’angui, o coccoi cun s’ou, un coccoi particolare cotto con uno o più uova intere in mezzo alla pasta; è una specialità buona ed elegante allo stesso tempo.

Easter Sunday (1)Coccoi_cun_s'ou

Per quanto riguarda i pasti, il Venerdì Santo, come tutti gli altri venerdì di Quaresima, non si mangia carne; questa sembra una tradizione rispettata anche nel Regno Unito, in cui le usanze per il periodo pasquale sembrano veramente scarse, secondo quanto mi ha detto una collega al lavoro; pregherei chiunque abbia più informazioni di fornirmele. Il Sabato Santo si cerca di rispettare comunque i pasti leggeri e senza carne, e arriviamo così alla domenica di Pasqua che, per mia sfortuna, prevede un menù che non mi piace per nulla, come quasi tutti quelli delle feste: brodo di carni miste con formaggio fresco (diceva mia madre che il giorno di Pasqua il brodo sarà sempre buono, indipendentemente dalla cura e da ciò che si usi per farlo), e carne di maialetto e agnello. Come dolci, ci sono l’uovo di cioccolato, la colomba, un pandoro con la forma dell’uccello della pace, e le pardulas, un dolce meraviglioso che può essere fatto di ricotta, formaggio fresco o entrambi. 10

Come ho detto, la Spagna festeggia queste giornate in modo molto simile. Un cibo tipico pasquale, almeno in Catalogna, è la coca o mona de Pascua, un dolce mangiato in tante occasioni; fatto di pan di spagna decorato con frutta candita e uova incrostate nella pasta, così come succede con le anguis sarde. Questo dolce è simile al roscón de Reyes di cui avevo parlato ne post sulla Befana (tra le altre cocas famose, ci sono quella di Sant Joan e la buonissima coca de vidre, più sottile e croccante, così chiamata perché l’anice versato sul dolce ancora caldo crea uno strato cristallino sulla superficie.) mona-de-pascua-tradicional

Il Lunedì dell’Angelo, comunemente chiamato Pasquetta, è ancora festa in Italia, ed è la giornata consacrata alla scampagnata, con il tipico picnic in campagna o al mare. Non sarei chi sono e non verrei da dove vengo se non citassi Su Pranu, la campagna del mio paese che, per generazioni, ha accolto e continua ad accogliere i serrentesi per quest’occasione. In Spagna, questa giornata non è sempre festiva ma, spesso, segue delle tradizioni simili alle nostre. Nelle Canarie, è comunque la giornata dedicata alla gita fuori porta e alla spiaggia, mentre a Salamanca si festeggia qualcosa di simile il lunedì successivo alla Pasquetta, è il famoso Lunes de Aguas. Il re Felipe II decise che il clima festivo e gioviale di Salamanca era eccessivo per la Quaresima, ed emanò un editto che cacciava le prostitute dalla città per tutto il periodo e fino al lunedì successivo al primo lunedì di Pasqua. Le prostitute esiliate dovevano stare oltre il fiume, e tornavano in città proprio accolte dagli studenti che le traghettavano da una riva all’altra, e da qui il nome della festa. Ora, per tradizione, ci si riunisce tutti lungo il Tormes per passare una giornata in compagnia di amici e parenti e per mangiare un delizioso hornazo, una focaccia ripiena di lonza, chorizo e pancetta. OLYMPUS DIGITAL CAMERA

Queste sono solo alcune delle tradizioni che mi sono venite in mente, ma sarei grata a tutti voi se voleste condividere le vostre usanze. Per quanto mi riguarda, non vedo l’ora che arrivi la mattina di Pasqua per fare colazione come si deve!

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