Parole snaturate, l’esempio di “aleatorio”

Alea

Cari lettori, so che non vi aspettavate questa sveltina pasquale, ma non posso sempre trattenermi quando sento parole travisate, snaturate, usate a sproposito. Sono sinceramente stata tentata da vegetali, sentita al telegiornale e usata per indicare le verdure; lo so, come significato è accettato, anche se in ambiti limitati, ma ora si sta diffondendo fin troppo e, soprattutto per colpa dell’influenza dell’inglese vegetables, è il primo calco usato in italiano da chi si trasferisce nel Regno Unito. Mi sono trattenuta.

Stamattina, però, sono andata a messa, e il sacerdote ha detto che “Gesù non è un personaggio aleatorio”. Non mi posso più trattenere, lo devo dire: basta usare le parole a caso!!! So benissimo che molti vocaboli, nel corso dei secoli, hanno subito delle modificazioni e, dal significato naturale, sono passati a un altro parzialmente o completamente diverso, è l’evoluzione naturale della lingua; quando, però, il cambio non è ancora avvenuto, le frasi sono semplicemente fastidiose all’udito.

Vediamo, per esempio, il caso di aleatorio, una parola che, evidentemente, deriva dal termine latino alea, che significa dado. Va da sé, quindi, che aleatorio non significhi solo casuale, ma che implichi anche l’idea di rischio, di qualcosa che viene affidato alla sorte, non solo al caso (significato che, però, è corretto quando si parla di calcolo delle probabilità). Come dice il vocabolario Treccani, infatti:

aleatòrio agg. [dal lat. aleatorius, der. Di alea «gioco di dadi»]. – Rischioso, incerto: esito a., lavoro a., impresa aleatoria. In diritto, contratto a., contratto in cui il valore della prestazione o controprestazione dipende da un fattore d’incertezza, che si può risolvere a vantaggio dell’una o dell’altra parte, caratterizzato pertanto dall’assunzione del rischio come elemento determinatore dell’oggetto (ne sono tipici esempî i contratti di assicurazione, di rendita vitalizia, di gioco e scommessa). Nel calcolo delle probabilità è sinon. di casuale o stocastico:variabile o numero a.; processo a. o stocastico, modello matematico impiegato per studiare l’evolversi nel tempo dei fenomeni dipendenti da fattori casuali, per es. nei problemi delle assicurazioni, nella descrizione del comportamento delle particelle, ecc.

Considerando tutto ciò, sembra che il sacerdote volesse dire che Gesù non è un personaggio qualsiasi, un personaggio a caso, e che abbia usato la parola aleatorio per magniloquenza. 

Non particolarmente collegato a questa parola, mi piace sottolineare l’uso dell’accento circonflesso che la Treccani mette sulla parola esempî, qualcosa che sembra eccessivamente obsoleta persino a me, ma così elegante che non poteva non farmi sorridere. Torniamo a noi, avete altri esempi di parole snaturate o svuotate di un significato pregnante, come nel caso di aleatorio?

Until next and… keep being naughty, Knotty surely will!

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