“Islamico”, “rifugiato” e altre parole che usiamo a sproposito – by Learning Italian vocabulary with Knotty Translations

Cari lettori e seguitori,

Questa settimana un post un po’ sui generis sul vocabolario italiano, ma mi sembra necessario viste certe oscenità che si sentono e leggono. Oggi impariamo la differenza tra le parole “emigrato”, “rifugiato” e “profugo” per poi passare a quella tra “islamico”, “islamista” e “fondamentalista islamico” e a un breve ripasso di linguistica generale. Mi servirò delle definizioni del Vocabolario Treccani. Iniziamo.

emigrato agg. e s. m. (f. -a) [part. pass. di emigrare]. – Che o chi è espatriato, temporaneamente o definitivamente, per ragioni di lavoro: i connazionali e.; notizie dagli e.; le rimesse degli e., i risparmî che essi mandano alla famiglia di origine; e. politici, coloro che hanno lasciato la patria per ragioni politiche.

rifugiato s. m. (f. -a) [part. pass. di rifugiarsi, per traduz. del fr. réfugié]. – R. politico, o semplicem. rifugiato, individuo che, già appartenente per cittadinanza a uno stato, è accolto, in seguito a vicende politiche, nel territorio di un altro stato e diviene oggetto di norme internazionali intese ad assicurarne la protezione (con accezione più estesa, il termine è riferito anche a profughi per motivi religiosi: per es., i r. ugonotti in Olanda). In partic., r. ambientali, quelli che hanno dovuto abbandonare il proprio paese in conseguenza di una catastrofe naturale o di eventi ambientali di particolare gravità; r. nazionali, cittadini di uno stato provenienti da regioni sottoposte a un regime politico che essi non considerano come definitivo: l’espressione è stata usata per i cittadini tedeschi della Germania orientale trasferitisi, in seguito ai rivolgimenti territoriali succeduti alla seconda guerra mondiale (e prima del mutamento di regime avvenuto nel 1989), nella Germania occidentale.

pròfugo s. m. (f. -a) e agg. [dal lat. profŭgus, der. di profugĕre «cercare scampo», comp. di pro-1 e fugĕre «fuggire»] (pl. m. -ghi). – Persona costretta ad abbandonare la sua terra, il suo paese, la sua patria in seguito a eventi bellici, a persecuzioni politiche o razziali, oppure a cataclismi come eruzioni vulcaniche, terremoti, alluvioni, ecc. (in questi ultimi casi è oggi più com. il termine sfollato): il p. Enea; i p. del Veneto nella prima guerra mondiale; dalla capitale si irradiavano per tutto il paese torme di p., senza pane e senza tetto, terrificati dalle rappresaglie (P. Levi); i p. della Dalmazia e Venezia Giulia, durante e dopo la seconda guerra mondiale; le famiglie p. del Polesine, del Belice, del Friuli; accogliere, assistere i p.; con uso più largo nel linguaggio poetico: dove or io vi seguirò, se il Fato Ah da gran giorni omai profughe in terra Alla Grecia vi tolse? (Foscolo, alle Grazie). Per campo profughi, v. campo, n. 3 c.

È evidente che, in alcuni casi, i termini si sovrappongano, in particolare quando sono seguiti da una qualche specificazione; è il caso di “emigrato politico”, che sembra avvicinarsi a rifugiato. A grandi linee, emigrato è chiunque si trasferisca in un altro paese per motivi di lavoro; rifugiato è chi è costretto a lasciare il proprio paese per timore a rappresaglie politiche o religiose ed è protetto dalle norme internazionali; profugo è chi si sposta per gli stessi motivi dei rifugiati, ma non ha le caratteristiche per essere protetto dalle leggi internazionali. Per una spiegazione più esaustiva della differenza tra gli ultimi due termini, potete consultare quest’articolo dell’Enciclopedia Treccani.

Un concetto collegato, ma che implica un obbligo imposto dallo stato, è quello dell’esilio:

eṡìlio (o eṡìglio; ant. essìlio) s. m. [dal lat. exsilium, der. di exsul «esule»]. – 1.Pena limitativa della libertà personale, che consiste nell’allontanamento del cittadino dalla patria; può essere temporaneo o a vita, e ha carattere di stabilità per tutto il tempo che dura la pena: condannare all’e.; mandare, cacciare in e.; minacciare, revocare l’e.; patire l’e.; L’essilio che m’è dato, onor mi tegno (Dante). Il termine può indicare anche il volontario abbandono della patria, per sottrarsi a una persecuzione, a violenze civili o politiche, o per altri motivi: l’e. di Carlo Alberto; scelse l’e. piuttosto che sottostare alla tirannide.

Queste definizioni, come si può vedere chiaramente, sono indipendenti dai concetti di religione e razza, nel senso che esistono emigrati, rifugiati e profughi di tutte le fedi e razze, e la situazione di questi gruppi dipende dalla vicende economiche, politiche ma anche ambientali dei loro paesi in un momento dato. Non ha quindi nessun senso parlare di profughi e musulmani come di sinonimi solo perché i paesi a maggioranza musulmana dell’Africa e del Medio Oriente sono quelli da cui, attualmente, partono i profughi che arrivano in Europa. Ma vediamo cosa significano i termini legati alla religione islamica che spesso usiamo a sproposito.

musulmano (o mussulmano) agg. e s. m. [dall’arabo-pers. muslimān, plur. di muslim «aderente all’Islam»]. 1. agg. Di ciò che appartiene alla religione, alla civiltà, al pensiero islamici: le dottrine m.; la cultura m.; usi e credenze musulmane.

islàmico agg. [der. di islam] (pl. m. -ci). – Dell’Islam: religione i., cultura i.; più genericam., che appartiene all’islamismo, inteso non solo come religione ma come sistema politico, sociale e culturale: popolazioni i.; il mondo i.; la civiltà islamica. Anche come sost., seguace dell’islamismo.

islamista s. m. e f. [der. di islam] (pl. m. -i). – 1. Studioso dell’islamismo. 2. Sostenitore (anche fanatico) dell’islamismo come unica religione; fondamentalista islamico.

Sembrerebbe quindi che musulmano e islamico, se usati come aggettivi, siano sinonimi e si debbano usare per indicare qualcosa relativa all’islamismo. Islamista, invece, è un sostantivo che si riferisce a una persona che studia o che sostiene l’islamismo. Questa parola, purtroppo, viene usata sempre più spesso come sinonimo di fondamentalista islamico, significato che non gli apparteneva in origine. Questi termini, come si può vedere, sono neutri, non sono negativi né denigratori, così come non lo sono “cristiano” o “ortodosso”, semplicemente indicano qualcosa di riferito a una religione. I termini assumono connotazioni negative quando li associamo ad altri sostantivi o aggettivi. “Fondamentalista islamico” è uno dei tanti esempi, ma non dobbiamo farci ingannare, “islamico” non è l’abbreviatura di “fondamentalista islamico”, sono due concetti diversi. Per capirci, è come se dicessimo che “cattolica” e “Inquisizione cattolica” sono sinonimi: non lo sono. A me, in quanto cattolica, non piace che si pensi che io metto al rogo chi non condivide la mia fede solo perché l’Inquisizione lo faceva; allo stesso modo, agli islamici non piace che li si associ a un gruppo limitato di criminali.

Vediamola dal punto di vista linguistico partendo dai concetti di iperonimo e iponimo. Sempre secondo le definizioni Treccani:

iperònimo agg. e s. m. [comp. di iper- e -onimo, coniato in contrapp. a iponimo]. – In linguistica, termine indicante un’unità lessicale di significato più generico ed esteso rispetto ad una o più altre unità lessicali che sono in essa incluse (per es., fiore è iperonimo, ossia «superordinato», rispetto a rosa, viola, garofano); è quindi l’inverso di iponimo e corrisponde a quello che da altri linguisti è talora chiamato arcilessema o archilessema.

ipònimo agg. e s. m. [comp. di ipo- e -onimo, sul modello di sinonimo]. – In linguistica (e più in partic. in semantica), è così definita una unità lessicale la cui estensione sia minore rispetto ad altra, della stessa classe ma di significato più generico, che la comprende: per es., cavallo, rosa, motocicletta si dicono «iponimi» rispetto a animale, fiore, veicolo che sono ad essi «superordinati» (v. iperonimo).

L’esempio più tipico quando si studia linguistica è, appunto quello di fiore e rosa: fiore è l’iperonimo, o superordinato, mentre rosa l’iponimo, il che significa che tutte le rose sono fiori ma non tutti i fiori sono rose. Graficamente, possiamo rappresentarlo così:1

Nel nostro discorso, “islamico” è il termine iperonimo o superordinato, quello con un significato più generico e che ingloba unità lessicali più limitate. La locuzione “fondamentalista islamico” è iponima di islamico, e ce lo dice anche solo il fatto che include il termine ma lo specifica e lo riduce.2Non voglio entrare in merito alle idee espresse spesso coscientemente tramite l’uso di un termine o l’altro ma, nel caso si trattasse di confusione o disconoscimento, ora spero le differenze siano più chiare.

Don’t forget, keep being naughty, Knotty surely will!!!

Multimedia resources to train your language skills

Dear readers and followers,

I am terribly sorry about the lessons on Italian vocabulary, I will definitely publish one tomorrow, and I am thinking on moving the day, any preferences? Anyway, I am here with this post about resources for practising interpreting or, simply, improving your ear in a foreign language.

I am very happy to start with a great news: Speech Repository is now free, meaning that you do not need an account provided by your University and so on to access their material. If you know it, and most of you certainly do, it is the data base of the SCIC for speeches. What are the pros and cons, and why using that and not YouTube? Well, the repository is thought as an educational tool for those who study interpretation, hence you are able to select not only the language of your speech, but also to filter your search according to several parameters, such as the use (simul or consec,) the difficulty, the domain, and the type of speech. That allows you to decide if you prefer a speech prepared by the same interpreters as teaching material, if you prefer a real speech pronounced at one of the institutions, and so on. Another pro is the fact that there is always a transcription available to check your mistakes, and a list of terminology that can be useful to prepare the speech. A definite drawback is the level of difficulty, which may sometimes not respond to what we expect. Some speeches may be classified as advanced because the vocabulary is quite complicated, but then the speed is not that fast and we may find it quite easy, while another may be defined as easy but hard to cope with due to a crazy speed, and so on depending on what parameter they consider every time.

The websites of the Presidencies of the countries are normally quite useful for that purpose, because the speeches usually are clear from a quality and pronunciation point of view, at least for the official speeches and press conferences; the difficulty and the speed, though, are a guess. I very much like the Elysée, which provides different kind of resources: it is also possible to choose the kind of speech, and there is some extra material about the speeches and press conferences, and it is possible to listen to those textes. The White House also offers the choice for the type of video, but no transcription apparently; you can although find them on the Briefing Room – Speeches and Remarks section. Moreover, both .mp3 and .mp4 versions are available to download. The Spanish Monarchy has a similar website, but without clear buttons to download the videos, and we no visible transcriptions at all. The British Monarchy has on its website a link to its YouTube channel, but the videos there are messier and often celebratory, which may mean they are not real speeches; regular YouTube transcriptions are although available. The Italian Republic has a website with the President’s videos, and from the search table it would seem possible to filter for those speeches that include subtitles; unfortunately, I tried for the speeches of the last year, and none of them seem to include subtitles.

Apart from that, there is plenty of material, and this page of the University of Geneva seems to me quite useful because it divides the links according to categories, and has a wide choice of languages, those which are offered as working languages in the cursus studiorum.

Of course, this is just an introduction to give you some tools to practice, but there are plenty more available, please share your favourite with us.

Until next and… keep being naughty, Knotty surely will!!!