Learning Italian vocabulary with Knotty Translations – Futuro semplice part 2

Dear readers and followers,

We are back after the party for the first anniversary of Knotty Translations This week, more about the simple future and some exceptions. I am publishing the video this week and a written post on culture and the language of tea next week because I wanted that to be the Christmas post. Therefore, next week the day will be Thursday to respect the tradition of a post on Christmas Eve. For this week, some exceptions on the conjugation of verbs in the future tense.

We will see the case of avere, but more verbs that follow that rule are: Cadere (to fall,) potere (to can,) dovere (to must, to have to,) vedere (to see.)

One exception is the verb Vivere (to live) in which the stress does not fall on the desinence but it still works in the same way: Vivere -> io vivrò.

Special cases are those in which the r doubles:

Volere (to want) -> io volrò -> io vorrò

Tenere (to keep) -> io tenrò -> io terrò

Bere (to drink) -> io berrò.

For this week it is all, keep being naughty, Knotty surely will!!!

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Learning Italian vocabulary with Knotty Translations – Futuro semplice part 1

Dear readers and followers,

We are back with our videos after a while. As announced, the videos will be published every fortnight, but last time there has been an exception, with a written post on vocabulary. You can find it here.

This week we start introducing the simple future tense and we need to remember to always write the stress on the Italian words that end in a stressed vowel (parole tronche) to avoid funny things such as the one that I tweeted some days ago and that you can find here.

Enjoy and share the video and do not forget to leave your suggestions and feedback!

Also, keep being naughty, Knotty surely will!!!

 

“Islamico”, “rifugiato” e altre parole che usiamo a sproposito – by Learning Italian vocabulary with Knotty Translations

Cari lettori e seguitori,

Questa settimana un post un po’ sui generis sul vocabolario italiano, ma mi sembra necessario viste certe oscenità che si sentono e leggono. Oggi impariamo la differenza tra le parole “emigrato”, “rifugiato” e “profugo” per poi passare a quella tra “islamico”, “islamista” e “fondamentalista islamico” e a un breve ripasso di linguistica generale. Mi servirò delle definizioni del Vocabolario Treccani. Iniziamo.

emigrato agg. e s. m. (f. -a) [part. pass. di emigrare]. – Che o chi è espatriato, temporaneamente o definitivamente, per ragioni di lavoro: i connazionali e.; notizie dagli e.; le rimesse degli e., i risparmî che essi mandano alla famiglia di origine; e. politici, coloro che hanno lasciato la patria per ragioni politiche.

rifugiato s. m. (f. -a) [part. pass. di rifugiarsi, per traduz. del fr. réfugié]. – R. politico, o semplicem. rifugiato, individuo che, già appartenente per cittadinanza a uno stato, è accolto, in seguito a vicende politiche, nel territorio di un altro stato e diviene oggetto di norme internazionali intese ad assicurarne la protezione (con accezione più estesa, il termine è riferito anche a profughi per motivi religiosi: per es., i r. ugonotti in Olanda). In partic., r. ambientali, quelli che hanno dovuto abbandonare il proprio paese in conseguenza di una catastrofe naturale o di eventi ambientali di particolare gravità; r. nazionali, cittadini di uno stato provenienti da regioni sottoposte a un regime politico che essi non considerano come definitivo: l’espressione è stata usata per i cittadini tedeschi della Germania orientale trasferitisi, in seguito ai rivolgimenti territoriali succeduti alla seconda guerra mondiale (e prima del mutamento di regime avvenuto nel 1989), nella Germania occidentale.

pròfugo s. m. (f. -a) e agg. [dal lat. profŭgus, der. di profugĕre «cercare scampo», comp. di pro-1 e fugĕre «fuggire»] (pl. m. -ghi). – Persona costretta ad abbandonare la sua terra, il suo paese, la sua patria in seguito a eventi bellici, a persecuzioni politiche o razziali, oppure a cataclismi come eruzioni vulcaniche, terremoti, alluvioni, ecc. (in questi ultimi casi è oggi più com. il termine sfollato): il p. Enea; i p. del Veneto nella prima guerra mondiale; dalla capitale si irradiavano per tutto il paese torme di p., senza pane e senza tetto, terrificati dalle rappresaglie (P. Levi); i p. della Dalmazia e Venezia Giulia, durante e dopo la seconda guerra mondiale; le famiglie p. del Polesine, del Belice, del Friuli; accogliere, assistere i p.; con uso più largo nel linguaggio poetico: dove or io vi seguirò, se il Fato Ah da gran giorni omai profughe in terra Alla Grecia vi tolse? (Foscolo, alle Grazie). Per campo profughi, v. campo, n. 3 c.

È evidente che, in alcuni casi, i termini si sovrappongano, in particolare quando sono seguiti da una qualche specificazione; è il caso di “emigrato politico”, che sembra avvicinarsi a rifugiato. A grandi linee, emigrato è chiunque si trasferisca in un altro paese per motivi di lavoro; rifugiato è chi è costretto a lasciare il proprio paese per timore a rappresaglie politiche o religiose ed è protetto dalle norme internazionali; profugo è chi si sposta per gli stessi motivi dei rifugiati, ma non ha le caratteristiche per essere protetto dalle leggi internazionali. Per una spiegazione più esaustiva della differenza tra gli ultimi due termini, potete consultare quest’articolo dell’Enciclopedia Treccani.

Un concetto collegato, ma che implica un obbligo imposto dallo stato, è quello dell’esilio:

eṡìlio (o eṡìglio; ant. essìlio) s. m. [dal lat. exsilium, der. di exsul «esule»]. – 1.Pena limitativa della libertà personale, che consiste nell’allontanamento del cittadino dalla patria; può essere temporaneo o a vita, e ha carattere di stabilità per tutto il tempo che dura la pena: condannare all’e.; mandare, cacciare in e.; minacciare, revocare l’e.; patire l’e.; L’essilio che m’è dato, onor mi tegno (Dante). Il termine può indicare anche il volontario abbandono della patria, per sottrarsi a una persecuzione, a violenze civili o politiche, o per altri motivi: l’e. di Carlo Alberto; scelse l’e. piuttosto che sottostare alla tirannide.

Queste definizioni, come si può vedere chiaramente, sono indipendenti dai concetti di religione e razza, nel senso che esistono emigrati, rifugiati e profughi di tutte le fedi e razze, e la situazione di questi gruppi dipende dalla vicende economiche, politiche ma anche ambientali dei loro paesi in un momento dato. Non ha quindi nessun senso parlare di profughi e musulmani come di sinonimi solo perché i paesi a maggioranza musulmana dell’Africa e del Medio Oriente sono quelli da cui, attualmente, partono i profughi che arrivano in Europa. Ma vediamo cosa significano i termini legati alla religione islamica che spesso usiamo a sproposito.

musulmano (o mussulmano) agg. e s. m. [dall’arabo-pers. muslimān, plur. di muslim «aderente all’Islam»]. 1. agg. Di ciò che appartiene alla religione, alla civiltà, al pensiero islamici: le dottrine m.; la cultura m.; usi e credenze musulmane.

islàmico agg. [der. di islam] (pl. m. -ci). – Dell’Islam: religione i., cultura i.; più genericam., che appartiene all’islamismo, inteso non solo come religione ma come sistema politico, sociale e culturale: popolazioni i.; il mondo i.; la civiltà islamica. Anche come sost., seguace dell’islamismo.

islamista s. m. e f. [der. di islam] (pl. m. -i). – 1. Studioso dell’islamismo. 2. Sostenitore (anche fanatico) dell’islamismo come unica religione; fondamentalista islamico.

Sembrerebbe quindi che musulmano e islamico, se usati come aggettivi, siano sinonimi e si debbano usare per indicare qualcosa relativa all’islamismo. Islamista, invece, è un sostantivo che si riferisce a una persona che studia o che sostiene l’islamismo. Questa parola, purtroppo, viene usata sempre più spesso come sinonimo di fondamentalista islamico, significato che non gli apparteneva in origine. Questi termini, come si può vedere, sono neutri, non sono negativi né denigratori, così come non lo sono “cristiano” o “ortodosso”, semplicemente indicano qualcosa di riferito a una religione. I termini assumono connotazioni negative quando li associamo ad altri sostantivi o aggettivi. “Fondamentalista islamico” è uno dei tanti esempi, ma non dobbiamo farci ingannare, “islamico” non è l’abbreviatura di “fondamentalista islamico”, sono due concetti diversi. Per capirci, è come se dicessimo che “cattolica” e “Inquisizione cattolica” sono sinonimi: non lo sono. A me, in quanto cattolica, non piace che si pensi che io metto al rogo chi non condivide la mia fede solo perché l’Inquisizione lo faceva; allo stesso modo, agli islamici non piace che li si associ a un gruppo limitato di criminali.

Vediamola dal punto di vista linguistico partendo dai concetti di iperonimo e iponimo. Sempre secondo le definizioni Treccani:

iperònimo agg. e s. m. [comp. di iper- e -onimo, coniato in contrapp. a iponimo]. – In linguistica, termine indicante un’unità lessicale di significato più generico ed esteso rispetto ad una o più altre unità lessicali che sono in essa incluse (per es., fiore è iperonimo, ossia «superordinato», rispetto a rosa, viola, garofano); è quindi l’inverso di iponimo e corrisponde a quello che da altri linguisti è talora chiamato arcilessema o archilessema.

ipònimo agg. e s. m. [comp. di ipo- e -onimo, sul modello di sinonimo]. – In linguistica (e più in partic. in semantica), è così definita una unità lessicale la cui estensione sia minore rispetto ad altra, della stessa classe ma di significato più generico, che la comprende: per es., cavallo, rosa, motocicletta si dicono «iponimi» rispetto a animale, fiore, veicolo che sono ad essi «superordinati» (v. iperonimo).

L’esempio più tipico quando si studia linguistica è, appunto quello di fiore e rosa: fiore è l’iperonimo, o superordinato, mentre rosa l’iponimo, il che significa che tutte le rose sono fiori ma non tutti i fiori sono rose. Graficamente, possiamo rappresentarlo così:1

Nel nostro discorso, “islamico” è il termine iperonimo o superordinato, quello con un significato più generico e che ingloba unità lessicali più limitate. La locuzione “fondamentalista islamico” è iponima di islamico, e ce lo dice anche solo il fatto che include il termine ma lo specifica e lo riduce.2Non voglio entrare in merito alle idee espresse spesso coscientemente tramite l’uso di un termine o l’altro ma, nel caso si trattasse di confusione o disconoscimento, ora spero le differenze siano più chiare.

Don’t forget, keep being naughty, Knotty surely will!!!

Learning Italian vocabulary with Knotty Translations – Nomi non numerabili

Dear readers and followers,

Here you have a new video of the series. Today we talk about uncountable nouns in Italian. As announced on the video, there will be a change in the schedule now that we have a less pressing list of subjects to describe: The videos will be published every fortnight. Please keep sharing and commenting, and enjoy this lessons!

Learning Italian vocabulary with Knotty Translations – plural of nouns part 2

Dear readers and followers,

After the break to give space to the Language Show Live and the interview by One Sec, our lessons are back. We are still talking about some special cases regarding the plural of nouns, have a look at the video.

 

Learning Italian vocabulary with Knotty Translations – Plurale part 1

Dear readers and followers, a short post on how to form some plural nouns in Italian. Enjoy and share it!!!

Learning Italian vocabulary with KT – La particella “ne”

Your favourite Italian lessons are back, and we will catch up with some subjects that have been mentioned in the first round of videos. Today, we talk about “ne,” a very useful and versatile particle in the Italian language. Watch the video, share your thoughts in the comments, and share the content on your profiles!!!

Learning Italian vocabulary with Knotty Translations – Word 21 is Zio

This week’s video of Learning Italian vocabulary with Knotty Translations closes the alphabet and is dedicated to the family members. I am attaching a PDF document with the full list taught in the video

Famiglia

and a link to a survey about how you would like me to keep doing these lessons. Please, send your answers here.

Enjoy it and share it!

Learning Italian vocabulary with Knotty Translations – Word 20 is Verbo

This week’s video of Learning Italian vocabulary with Knotty Translations is dedicated to reflexive verbs. Enjoy it and share it!

Learn Italian vocabulary with Knotty Translations – Word #19 is Uovo

New installment of my YouTube course to learn Italian vocabulary. Today we talk about irregular plurals. Enjoy it and share it!!!